TRIBUNALE DI VITERBO: i fonici-trascrittori, precari sottopagati, chiedono attenzione

Al Tribunale di Viterbo (Segreteria della Presidenza)
Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo
Al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Viterbo




Egregi Magistrati, Gentili Avvocati,

Vorremmo porre alla Vostra attenzione un problema che affligge il sistema giudiziario da ormai venti anni e in particolar modo il Tribunale Penale di Viterbo: la mancata applicazionedi un regolare contratto di categoria relativo alla professione di fonico-trascrittore degli atti dibattimentali penali. La non indifferente funzione del fonico-trascrittore all'interno dell'organigramma Giustizia subisce negli ultimi tempi ad ogni cambio di gestione delle ditte notevoli e in qualche momento enormi disagi fra i professionisti all'uopo qualificati per una mancanza di continuità lavorativa e al tempo stesso disservizi o peggio ancora scadente qualità del servizio per l'utilizzo di personale non idoneo come di seguito andiamo a precisare.
Alcuni dei sottoscritti hanno iniziato a lavorare quando ancora era in vigore l'appalto locale ma l'avvento della gara d'appalto nazionale ha sconvolto il sistema travolgendo sostanzialmente tutte le piccole imprese o cooperative che per anni avevano gestito il servizio costringendole di fatto a riunirsi in Consorzi o Associazioni Temporanee di Impresa per riuscire a partecipare al bando di gara che ovviamente è stato concepito sulle direttivedella Comunità Europea.
Da quel momento però ogni singola ditta inglobata in Consorzio o A.T.I. ha adottato tipologie contrattuali diverse derivanti dalla propria costituzione societaria (multiservizi,commercio, metalmeccanico, studi professionali o semplicemente soci di cooperative) pur svolgendo i lavoratori la stessa identica mansione.
Con tale sistema si è creata una disparità non solo economica tra i lavoratori dello stesso settore ma anche di rapporto qualità spesa servizio reso sul territorio nazionale.

Oggi la situazione peggiora.
Il Consiglio di Stato stabilisce dopo due anni dall'aggiudicazione dell'ultimo appalto più sei mesi di proroga (di cui tre già trascorsi) che il Ministero della Giustizia non avrebbe dovutoaffidare il Lotto numero 3 (quello appunto che interessa anche il Tribunale di Viterbo) all'Associazione Temporanea di Impresa che fino al 6 settembre 2011 ha operato per mancanza di requisiti. Così tutti i lavoratori compresi quelli con anni di esperienza nel settore si sono trovati di punto in bianco davanti ad una proposta (ovviamente non tutti, alcuni dipendenti sono stati del tutto ignorati) della ditta subentrante di un contratto a progetto il cosiddetto CO.CO.PRO. o forme di contratto diverse che in sostanza forse non riducono la retribuzione percepita ma richiedono una produzione di lavoro maggiore aumentando così le ore effettive materialmente utilizzate che rimangono non retribuite.

Di fatto peggiorando e dequalificando il personale e costringendo alcuni di noi che non hanno la possibilità di rifiutare il lavoro o che sono troppo inesperti del settore per riuscire a capire il rapporto professione (retribuzione o che non è informato sui minimi diritti del lavoratore) ad accettare condizioni contrattuali prive di copertura retributiva nei casi di malattia e con valutazioni di orari-produzione lavoro inumane e sottopagate.

Prendere o lasciare.
E lasciare oggi potrebbe significare non lavorare più in questo ambito.
Questa ennesima situazione precaria e di costante diminuzione delle retribuzioni che coinvolge i lavoratori di questo settore anche di quelli impiegati sul Tribunale di Viterbo non ha motivo di esistere se non quello di abusare di un sistema che permette di creare disoccupazione (a danno dall'intera collettività che la ripaga sotto forma di mobilità o cassa integrazione) e di peggiorare sistematicamente un servizio che essendo altamente mal retribuito non garantisce a questo Illustrissimo Tribunale di Viterbo l'idonea affidabilità e qualità del servizio che lo stesso è tenuto ad esigere.

I fonici-trascrittori che hanno ritenuto avvilenti e svilenti le proposte pervenute e si sono trovati nella condizione di poter dire ''no'' e chi di noi ha reputato giusto il diritto di salvaguardare la propria professionalità restano fermi nella volontà di reclamare i propri diritti contro questa giungla di contratti sperando che il Ministero e le aziende aggiudicatarie degli appalti possano discutere insieme ai lavoratori e ai sindacati per regolarizzare la situazione occupazionale di 1.200 lavoratori che ogni due anni si trovano costretti ad accettare condizioni lavorative sempre peggiori.

Nonostante i pressanti consigli ''Attenzione se questa ditta vincerà il prossimo appalto voi rimarrete fuori per sempre'' la nostra sofferta decisione di rischiare l'esclusione a vantaggio di una giusta e regolare applicazione di contratti di lavoro e continuità lavorativa è forte come è forte la dignità che vogliamo preservare.
Speriamo di ottenere la Vostra comprensione ma soprattutto la Vostra attenzione perché il Tribunale di Viterbo possa essere da monito e da esempio sull'intero territorio nazionale perché è giusto e dovuto di fronte all'intera collettività nazionale che contribuisce al funzionamento anche della Giustizia che siano applicate in modo corretto tutte le norme che regolano l'attività del giusto processo tra cui quella della prova testimoniale all'interno delprocedimento penale tramite l'assunzione del metodo orale.

Augurandoci che tutto possa risolversi nel migliore dei modi e di poter ancora svolgere il nostro lavoro al Vostro fianco conservando dignità e professionalità, ringraziamo per l'attenzione prestata e salutiamo cordialmente.



Sciopero addetti trascrizioni udienze penali messina

I dipendenti della Meeting Sud Srl, la ditta che si occupa del servizio di trascrizione delle udienze penali nei tribunali di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo sono in sciopero da stamani perche' chiedono il pagamento delle numerose spettanze arretrate. La Meeting Sud Srl fa parte del Consorzio Astrea, raggruppamento di imprese affidatario del servizio a livello nazionale per conto del Ministero di Grazia e Giustizia. Per lo sciopero sono a rischio centinaia di udienze che si potrebbero non svolgere.


Enna - Al Tribunale licenziate tre addette alle fonoregistrazioni

Dall’oggi al domani si sono trovate licenziate. Si tratta delle ragazze che da tempo hanno assolto alla fonoregistrazione dei processo presso il tribunale di Enna Perdere il posto di lavoro in questo periodo significa scoraggiarsi, perdere un futuro che poteva essere accettabile. Scoramento, incredulità e tanta rabbia. Si tratta di Adriana Capasso, Rosalba Clemente e Giusy Palma, dipendenti delle Meeting sud srl, che si occupano delle fonoregistrazioni delle udienze penali. Venerdì sono arrivate a lavoro, come tutti i giorni, anche se è in corso da metà settembre uno sciopero a oltranza contro la società, che non paga loro lo stipendio da tempo, hanno trovato degli altri ragazzi al loro posto. Una situazione quasi incredibile perché non hanno ricevuto alcuna comunicazione, nessuna lettera di licenziamento. Il consorzio Astra, che ha in appalto il servizio di fonoregistrazione delle udienze, ha praticamente esautorato dai tribunali di Enna e Gela la loro società, sostituendola con un’altra, la Scuola Galotta di Potenza. Si tratta di una società che, a sua volta, ha assunto altro personale. In questo modo il servizio di registrazione è ripreso regolarmente, tant’è vero che le udienze sono riprese. Le tre ragazze, che lavorano da tanti anni in tribunale con professionalità ed efficienza, si sono trovate licenziate e con un anno e mezzo di stipendi arretrati.
“Penso che quanto accaduto sia una forte ingiustizia nei nostri confronti – ha commentato Adriana Capasso, a nome delle colleghe – Non solo non riceviamo stipendi, ma adesso rischiamo anche di perdere il lavoro. Vogliamo solo che siano garantiti i nostri diritti”.
Le tre ragazze, dal 2006, hanno lavorato in tribunale da lunedì a venerdì, con un orario impossibile, dalle nove del mattino e fino al termine delle udienze (spesso anche a sera inoltrata) per garantire la registrazione delle udienze. A giugno hanno iniziato uno sciopero a oltranza, di fronte a un numero indefinito di stipendi non pagati con soli acconti e la loro protesta ha costretto i magistrati del distretto ad intervenire presso la Meeting Sud, che poi, incontrando i sindacati Fim e Fiom avrebbero detto di non poter neanche prevedere un piano di rientro dai debiti nei confronti delle maestranze. I sindacalisti Eugenio Sasso della Fiom e Angelo Balistreri della Fim hanno chiesto un intervento da parte del Ministero del Lavoro e all’assessore regionale al Lavoro. “E’ incredibile che una situazione del genere si registri all’interno di un tribunale – commentano alcuni avvocati – l’auspicio è che le istituzioni intervengano per risolvere il problema in maniera concreta”.


http://www.vivienna.it/2011/10/04/al-tribunale-di-enna-licenziate-tre-addette-alle-fonoregistrazioni/

I verbali d’udienza sono lacunosi: slitta il processo!

BELLUNO
Doveva essere il giorno della sentenza per un cinquantenne padovano accusato di aver molestato la nipote quando era ancora minorenne, ma le trascrizioni stenotipiche dei verbali delle precedenti udienze si sono rivelate lacunose ed, in alcune parti, incomprensibili. Per questo motivo i legali della difesa e della parte civile, cui si è opposto il pubblico ministero Simone Marcon, hanno chiesto ai giudici del collegio (Antonella Coniglio presidente, a latere Federico Montalto ed Eisabetta Scolozzi) di rinviare l'udienza di discussione.

Stenotipisti di nuovo in trincea: a rischio le udienze penali?

Stenotipisti di nuovo in trincea: a rischio le udienze penaliCAGLIARI. Diciassette stenotipisti che lavorano da anni in tribunale alla trascrizione dei verbali delle udienze, a Cagliari e a Oristano, rischiano di restare senza lavoro. Nel palleggio degli appalti, tra sentenze amministrative e ricorsi, il servizio è passato alla società Athena che anzichè confermare i contratti subordinati ha proposto agli operatori contratti «a progetto», i cosiddetti co.co.pro. Su venti stenotipisti - che svolgono un lavoro delicatissimo e importante per l'amministrazione giudiziaria - solo tre hanno accettato, rinunciando - così scrivono gli operatori in una lettera inviata ai capi degli uffici giudiziari, all'ordine degli avvocati e al ministero - a ferie, tfr, tredicesima, quattordicesima e malattia: «Lo riteniamo un atto di salvaguardia della nostra dignità - è scritto nella nota - oltre che una forma di protesta, il nostro punto di forza è sempre stata la stenotipia in aula, non ci si improvvisa stenotipisti da un giorno all'altro e pretendiamo che la nostra professionalità venga riconosciuta».  Il problema è nazionale, perchè è stato il Consiglio di Stato ad annullare l'aggiudicazione dell'ultimo appalto del servizio, lasciando campo libero alle società subentranti, che si sono affrettate a «degradare» i 1200 operatori che lavorano nei tribunali italiani. Con una proposta che viene definita «avvilente e svilente».  Oggi gli stenotipisti vigileranno sulle udienze, che riprendono in tutti i tribunali, per prevenire abusi da parte della società appaltatrice.

La Voce della sardegna


Al Presidente della Corte d'Appello di Cagliari
Ai Presidenti dei Tribunali
Alla Procura della Repubblica
All’Ordine degli Avvocati
di Cagliari e Oristano

e p.c.

Al Ministero di Giustizia – Direzione Generale delle Risorse Materiali, dei Beni e dei Servizi – Dottor Alfonso Malato
Al Ministero del Lavoro Direzione Generale Tutela delle Condizioni di Lavoro
All' Autorità Vigilanza su Contratti Pubblici
Al dottor Luigi Birritteri – Capo del Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi


Egregi Magistrati, Gentili Avvocati, Cari Cancellieri,

Sentiamo l’esigenza, in questo difficile momento di subentro d’appalto, in cui la situazione appare davvero confusa e priva di certezze, di rappresentare a Voi, al cui fianco lavoriamo da anni, che sempre ci avete apprezzato nella nostra professionalità, le scelte che ci troviamo, nostro malgrado, costretti a fare.
Abbiamo iniziato a lavorare con una piccola azienda, quando ancora c’era l’appalto locale, ci siamo impegnati per raggiungere livelli soddisfacenti, risultati più che discreti, abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze dei Vostri uffici, abbiamo trovato insieme a Voi soluzioni ai problemi logistici che si sono presentati, creando nel contempo un rapporto che ci ha arricchiti professionalmente ed umanamente.
Sono poi arrivati gli appalti a livello nazionale, si disse per ottimizzare le spese. È vero, si è risparmiato, ma sulle spalle dei lavoratori che sono diventati 1.200 per volere del Ministero della Giustizia e hanno ottenuto contratti diversi a seconda della ditta per la quale lavoravano (multiservizi, commercio, metalmeccanico, studi professionali, quasi mai rispettati), pur svolgendo il medesimo lavoro in tutta la nazione.
Oggi la situazione peggiora, il Consiglio di Stato stabilisce, dopo due anni dall'aggiudicazione dell'ultimo appalto più sei mesi di proroga (di cui tre già trascorsi), che il Ministero della Giustizia non avrebbe dovuto affidare il Lotto numero 3 (quello appunto che ci interessa) all'ATI, che ha operato fino ad oggi, per mancanza di requisiti.
Così ci troviamo di punto in bianco davanti a una proposta della ditta subentrante di un contratto a progetto, il cosiddetto CO.CO.PRO, prendere o lasciare; altri si ritrovano addirittura tra le mani un bel niente, visto che le ditte subentranti hanno completamente ignorato i lavoratori già impiegati sui tribunali interessati e hanno preferito cercare nuovi dipendenti.
Capite bene che in questo modo, senza alcuna garanzia, molti di noi non sapranno più come provvedere alle spese familiari ed è per questo che molti si sentiranno più garantiti da un sussidio di disoccupazione, benché della durata di 8 mesi, che da un contratto di questo genere che, oltre a non garantirci uno stipendio adeguato, non ci riconosce quelli che per noi sono i più elementari diritti.
Con la “scusa” che è per noi il contratto migliore perché, non avendo vincoli d’orario, siamo “addirittura” liberi di scegliere di lavorare di notte, nel caso soffrissimo di insonnia, o nei giorni festivi, liberi di rimanere a casa nel caso in cui ci ammalassimo, però privi di qualsiasi copertura retributiva, ci viene proposto un contratto a progetto, ma ancora non abbiamo capito di quale progetto si tratta, visto che il lavoro che noi svolgiamo quotidianamente nelle udienze penali non ha di sicuro questa caratteristica.
Siamo veramente dispiaciuti di vedere colpita la nostra dignità di lavoratori, ma anche di padri e madri di famiglia.
È per questo che ci vediamo al momento costretti a rifiutare la proposta che ci è stata fatta, perché per quanto il bisogno di un lavoro e soprattutto di una retribuzione sia forte, ancora più forte è la dignità che noi vogliamo preservare.
La proposta che ci è stata fatta è avvilente e svilente della nostra professionalità; in un primo momento abbiamo provato a coglierne i lati positivi, ma da qualsiasi lato esaminassimo la questione non ne abbiamo trovato.
Rimane ferma, comunque, la nostra volontà di lottare contro questa giungla di contratti, sperando che il Ministero e le aziende aggiudicatarie degli appalti possano discutere insieme ai lavoratori e ai sindacati per regolarizzare la situazione occupazionale di 1.200 lavoratori che ogni due anni si trovano costretti ad accettare condizioni lavorative peggiori e soprattutto diverse all'interno del medesimo appalto.
Speriamo di avere la Vostra comprensione, ma soprattutto il Vostro appoggio in questo momento così triste e scoraggiante.
Augurandoci che tutto possa risolversi nel migliore dei modi e di poter ancora svolgere il nostro lavoro al Vostro fianco, conservando dignità e professionalità, ringraziamo per l'attenzione prestata e salutiamo cordialmente.

Le stenotipiste del Tribunale di Cagliari e del Tribunale di Oristano

Umbria 24 _________________________ 29 agosto 2011

Verbalizzatori e fonici dei tribunali, anche gli umbri nei 400 posti a rischio


L'appuntamento per discutere della cosa è per il due settembre prossimo a Roma

Verbalizzatori e fonici dei tribunali, anche gli umbri nei 400 posti a rischio



L’appuntamento è per il 2 settembre prossimo a Roma. Sarà in quella sede che si terrà la prima assemblea della ANRV, la neonata associazione che cerca di tutelare tutti i lavoratori del comparto giustizia addetti alla verbalizzazione. I problemi all’orizzonte di questa categoria non sono pochi, anzi: rischiano di essere sostituiti a breve da dei computer che farebbero il lavoro al posto loro. Certo con qualche errore di trascrizione ogni tanto.
Il ricorso Adesso però, la preoccupazione più grande, per chi, conosce il tribunale e le sue cause come i giudici, è quella che riguarda 400 posti di lavoro del lotto centro Italia in cui rientra anche l’Umbria. L’attuale detentore dell’appalto licenzierà entro breve termine i 400 dipendenti del centro Italia perché il consorzio che ha perso l’appalto ha fatto ricorso e lo ha vinto.
400 a rischio Il ministero ora toglie l’appalto a chi ora lo detiene, mettendo in pericolo il lavoro di molte persone. Perché la possibilità che vengano riassunti e alle stesse condizioni appare molto lontano, se non quasi un miraggio. In tutta Italia si stanno organizzando per partecipare alla prima assemblea del due settembre prossimo di Roma.

PERSEO: La storia ci insegna

PERSEO: La storia ci insegna: "I vari GOLIA hanno sempre paura dei vari DAVIDE. A buoni intenditori (Golia) poche parole. (un giorno capirete)"
25 luglio 2010
BARI - La giunta distrettuale di Bari dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) denuncia in una nota “la grave inadempienza” nei confronti dei dipendenti della cooperativa "Nuovi orizzonti", da anni impegnati nell’appalto di 'documentazione degli atti processuali e servizi correlatì garantendo il servizio di stenotipia, che non hanno ancora percepito gli stipendi di maggio e giugno. La cooperativa, è scritto nella nota, giustificherebbe l'inadempienza col fatto che il ministero della Giustizia non finanzierebbe il servizio.
Nell’esprimere solidarietà ai lavoratori della cooperativa, e sottolineando che il loro servizio garantisce il funzionamento del processo penale, la giunta distrettuale dell’Anm invita gli organi competenti “a porre tempestivamente riparo alla situazione”, ricordando che “la Costituzione affida al ministro per la Giustizia l’onere organizzativo degli uffici giudiziari”.
I dipendenti della cooperativa, che percepiscono 900-1000 euro al mese, hanno intanto indetto un’assemblea pubblica per domani alle 17 nel cortile del Palazzo di giustizia di Bari.


23 Luglio 2010
LA FP CGIL PUGLIA ESPRIME SOLIDARIETA' AI LAVORATORI STENOTIPISTI PUGLIESI


La Funzione Pubblica Puglia esprime solidarietà ai lavoratori del servizio stenotipia degli Uffici Giudiziari Pugliesi, dipendenti della Cooperativa "Nuovi Orizzonti", che sono in stato di agitazione in quanto non percepiscono lo stipendio mensilmente e ad oggi sono in attesa di ricevere la retribuzione dei mesi di maggio e giugno, visto che il Ministero della Giustizia non versa puntualmente quanto dovuto alle società titolari del servizio.
Le lavoratrici effettuano un delicato lavoro di documentazione di atti processuali e servizi correlati al fianco dei magistrati, ascoltando, registrando e trascrivendo gli atti dei procedimenti penali. Un servizio senza il quale la Giustizia non potrebbe andare avanti.
La FP CGIL pugliese da sempre chiede con forza una seria inversione di rotta nell'Amministrazione della Giustizia, affinché si torni ad investire sul personale e sulla riorganizzazione di un servizio vitale per il cittadino, anche internalizzando un importante servizio come quello della stenotipia.
Pertanto, la FP CGIL Puglia sarà al fianco degli stenotipisti nell'ambito della loro vertenza e parteciperà all'assemblea pubblica del prossimo 26 luglio presso il cortile del Palazzo di Giustizia di Bari, sostenendoli anche in altre iniziative di lotta.

http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14872

Legge ad magistratis

Ci viene segnalato un "presunto abuso" fatto in un tribunale riguardante le liquidazioni delle perizie.
E' ben noto [ma solo a chi è del settore] che 32 Euro al giorno già sono poche per un professionista, quindi per un perito fonico trascrittore, ma addirittura negare il compenso dei  collaboratori autorizzati in sede dibattimentale nel momento in cui è stato datop l'incarico mi sembra veramente una Legge ad magistratis. E così un collega nostro dovrebbe sborsare da quei 32 Euro al giorno anche il compenso per i collaboratori, mentre in tutta Italia è legalmente noto che i collaboratori rientrano nella nota spese affrontate dal perito stesso [sempre che ripeto sia stato autorizzato].
Quindi oltre i danni che sono la vergognosa e misera cifra di 32 Euro al giorno ovvero 4 vacazioni che poi vengono puntualmente tagliate dal magistrato di turno, anche il pagamento delle spese che deve uscire dalle 32 Euro.
Assurdo veramente!
Ah, la motivazione di questa decisione: "Bisogna risprmiare!", e quindi si va contro il codice di procedura penale!!!!!
SE TUTTO CIO' E' VERO ABBIAMO SFONDATO IL FONDO!

Francesco Cellini

NEWS CGIL

Roma, 22/02/2010


Al Capo Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria  - Luigi Birritteri

E p.c. Ai Presidenti dei Tribunali di :

LOCRI  - Sede distaccata di SIDERNO - REGGIO CALABRIA - NICOSIA -
GELA - CALTAGIRONE - Sede distaccata di GRAMMICHELE

Al Presidente della Corte d'Appello di REGGIO CALABRIA

AL Presidente del Consorzio ASTREA - Sig. C. MAROTTA

all'Amministratore Unico della Meeting Sud - Sig. Corrado Reitano

Oggetto: Richiesta incontro urgente situazione Meeting Sud Srl e procedure di surroga da parte del Consorzio Astrea

La società Meeting sud srl, nell'ambito del Consorzio Astrea gestisce le attività di trascrizione, fonoregistrazione e catalogazione degli atti giudiziari in numerose sedi giudiziarie della Calabria e della Sicilia .

Premesso che:
1. la Meeting sud srl  dal mese di aprile 2009 non paga le retribuzioni alle maestranze;  ha disatteso tutti gli impegni sottoscritti in data 9 luglio 2009 con OOSS. e RSU in sede di verbale di accordo stipulato presso il Ministero del Lavoro,  ha gestito in forma incompleta e pasticciata le previste procedure di richiesta della Cassa integrazione, compromettendo in tal modo l'approvazione del relativo decreto da parte del Ministero del Lavoro e di conseguenza bloccando la possibilità di vedere riconosciuta l'erogazione dell'ammortizzatore sociale ai dipendenti della stessa società.

2. Il protrarsi dell'inadempienza della Meeting sud nei confronti dei propri dipendenti ha arrecato e continua ad arrecare grave pregiudizio alle condizioni professionali ed economiche degli stessi e delle loro famiglie ed arrecato gravi disservizi alle sedi giudiziarie interessate.

3. L'attività è stata garantita nei passati dieci mesi solo grazie al grande senso di responsabilità, abnegazione e sacrificio dimostrati dai lavoratori della Meeting sud, che hanno prestato la loro attività professionale e garantito lo svolgimento delle udienze programmate, pur non percependo lo stipendio da mesi e facendosi carico personalmente delle spese vive necessarie per far fronte alla loro attività, in un clima di continua incertezza rispetto al loro futuro lavorativo, e fatti oggetto di continue pressioni personali a dimettersi per poi prestare la propria attività come collaboratori precari presso aziende terze che svolgevano attività in subappalto.

4.I lavoratori della Meeting sud, non vedendo soluzione concreta alle questioni più volte lamentate hanno legittimamente intrapreso tutte le iniziative a tutela dei propri diritti, ivi comprese iniziative di sciopero e di agitazione quali il blocco degli straordinari

5. Le successive iniziative di surroga poste in atto dal Consorzio Astrea non hanno garantito la continuità lavorativa ai dipendenti della Meeting sud, creando una situazione paradossale ed socialmente intollerabile, arrecando loro in tal modo ulteriore danno e pregiudizio economico e professionale e configurandosi, nei fatti, come sostituzione di maestranze in sciopero. Con il risultato che gli stessi lavoratori , dopo esser stati utilizzati per mesi senza retribuzione, vengono ora sostituiti da altre persone, vedendo quindi pregiudicata la possibilità di proseguire in un' attività professionale che hanno prestato con tanta abnegazione.

6. La competenza ed affidabilità professionale dei dipendenti della Meeting è stata attestata ab initio, allegandone i curricula personali all'Offerta di servizi con cui il Consorzio ASTREA si è aggiudicato il Lotto IV della gara d'Appalto del Ministero di Giustizia. Mentre non si ha certezza che ciò sia avvenuto per i dipendenti delle società subentranti

7. I dipendenti della Meeting sud, per il tramite delle OOSS. e delle RSU , si sono dichiarati da subito disponibili a prestare la propria attività nelle stesse funzioni professionali fino ad ora ricoperte alle dipendenze di qualsiasi impresa subentrasse alla Meeting sud, attraverso l'utilizzo dell'istituto del passaggio diretto che garantisca loro gli stessi trattamenti e anzianità pregressa .

8. Il Consorzio Astrea e le nuove società assegnatarie non si sono resi disponibili - ad oggi - a nessun confronto in sede sindacale finalizzato a garantire i passaggi diretti dei dipendenti Meeting sud nelle società subentrate a seguito di azione di surroga nei servizi finora gestiti dalla Meeting sud. Invece vengono fatte pressioni agli stessi perché si dimettano dalla Meeting sud e si rendano disponibili a collaborare con le nuove società con contratti precari e sottopagati.

Al fine di evitare l'ulteriore degenerazione di una situazione il cui degrado è esclusiva e totale responsabilità dei soggetti imprenditoriali, aggiudicatari di un appalto di servizi di codesto Ministero, e con l'obiettivo di consentire il corretto ed efficiente espletamento dei servizi oggetto dell'appalto e di tutelare e garantire i legittimi diritti dei lavoratori coinvolti, le scriventi OOSS richiedono un incontro urgente presso codesta Direzione generale.

    FP CGIL              FIOM CGIL
Nicoletta Grieco     Barbara Pettine

http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13191/UT/systemPrint

Crack Finmek, otto assolti e una condanna

La sentenza del tribunale sul buco di un miliardo di euro. Tra gli imputati «paga» solo Siro Cabrele: due anni

La sede della Finmeck (archivio)

PADOVA - Otto assolti e un condannato, Siro Cabrele, a due anni, con sospensione condizionale della pena. È la sentenza emessa dal Tribunale di Padova sulla lunga vicenda giudiziaria legata al crack Finmek. La Guardia di finanza aveva iniziato a indagare nel 2005 per un buco di circa un miliardo di euro. L’azienda, con filiali tra Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Lombardia, Sardegna e Campania, era specializzata in ingegneria elettronica delle telecomunicazioni e aveva sede a Padova. È stata dichiarata insolvente il 12 maggio 2004. Secondo il pubblico ministero Paola De Franceschi - che aveva ipotizzato i reati di bancarotta preferenziale e bancarotta per distrazione per i vertici dell’azienda - avrebbe acquistato e ceduto aziende, disperdendo capitali fino al fallimento. «Siamo soddisfatti, giustizia è fatta», ha affermato l’avvocato Maurizio Merlini, difensore di Giuseppe Biesuz, uno degli imputati assolti, commentando la sentenza. «Per quanto riguarda il mio assistito - ha continuato il legale - è stata assolutamente riconosciuta la tesi difensiva della mancanza di qualsiasi intento di danno ai creditori della società, oltre che di vantaggio nei confronti degli amministratori».

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/23-aprile-2010/crack-finmek-otto-assolti-condanna-1602894381428.shtml

Giustizia. Sciopero catalogatori davanti al tribunale

http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2010/Febbraio/News/info-1898321770.htm

Otto ore di sciopero ed un sit-in di protesta davanti al Tribunale di Messina per i 92 lavoratori della società 'Meeting Sud', da 10 mesi senza stipendio. La giornata di mobilitazione è stata indetta dai sindacati di categoria Fim-Cisl e Fiom Cgil per domani. «Nel gennaio del 2009 - si legge, in una nota sindacale - il consorzio Astrea si è aggiudicato un appalto del ministero della Giustizia ed ha affidato un lotto da 13 milioni alla consorziata 'Meeting sud srl', per garantire la registrazione e la trascrizione degli atti processuali dei tribunali e delle corti d'appello in Sicilia e Calabria».

«I dipendenti, che fino ad oggi hanno garantito il regolare svolgimento del servizio, effettuato anche in sedi con delicati procedimenti giudiziari in corso come Caltanissetta e Palmi, non vengono pagati da quasi un anno e sono in una condizione di assoluta incertezza rispetto al futuro occupazionale - prosegue il comunicato -. Lo scorso luglio, l'azienda, che ha sede legale a Cosenza, ha avviato la procedura di cassa integrazione ma, ad oggi, non ha fornito al ministero del Lavoro i chiarimenti necessari ad ottenere l'avvio degli ammortizzatori sociali.

Diversi incontri tra sindacati e l'allora amministratrice della società, Tiziana Lucia Carraro, avvenuti nel 2009, non hanno risolto la vertenza, tanto che ad ottobre, Fiom e Fim hanno chiesto di avviare un'ispezione ministeriale alla 'Meeting Sud»'.

«Anche durante l'ultima trattativa, che si è svolta il 3 febbraio scorso, l'attuale rappresentante

della società, Corrado Reitano - concludono i sindacati - ha continuato a dilazionare a tempi

imprecisati il pagamento delle mensilità arretrate. Ecco, quindi, il motivo dello stato di agitazione

con sospensione immediata dello straordinario, lo sciopero e la manifestazione di domani davanti al Tribunale di Messina».

Fim e Fiom, inoltre, chiedono l'intervento dei presidenti di tribunali e corti d'appello oltre che dei

prefetti delle città interessate.

Giustizia in tilt e senza fondi

Il Mattino di Padova - 25 settembre 2009
Perdono il lavoro perché il Ministero non paga i debiti
Perdono il posto di lavoro perché il Ministero della Giustizia non paga i debiti. E' la drammatica situazione dei tecnici specializzati in stenotipia digitale che producono i resoconti dei verbali d'udienza nei tribunali del Veneto, dell'Emilia e della Liguria. Non ricevono lo stipendio da sei mesi perché la Court Reporting Nord di Limena, azienda per la quale lavorano, vanta con l'Amministrazione crediti per 1.075.647,40 euro solo in riferimento a queste tre Corti d'Appello del Settentrione, tribunale di Padova compreso. Ma il debito ministeriale sale a 3 milioni e mezzo di euro se si prende in esame anche la Meeting Service posta ora in liquidazione. E c'è pure la produzione giudiziaria della consorziata Meeting Sud. Risultato: 150 dipendenti non beccano una lira da 180 giorni.
Tiziana Carraro, amministratore delegato di Court Reporting Nord e delle altre società collegate traccia un bilancio allarmante: «Restano insolute le erogazioni relative al 15º bimestre del contratto precedente, così come quelle legate alla manutenzione delle apparecchiature tecniche presso le aule dei tribunali, effettuate dal 4 dicembre ad oggi. Ancora: nessun soldo è mai arrivato in merito alle verbalizzazioni effettuate sia nel primo come nel secondo bimestre della nostra attività dopo il nuovo contratto. In realtà i nostri crediti con l'Ammnistrazione appaiono superiori, pur se non documentabili, dal momento che il nuovo portale della Giustizia non risulta ancora pienamente attivato e che quello vecchio, dov'era riportata tutta la nostra attività, è stato repentinamente sostituito».
Mercoledì scorso il personale della Court Reporting Nord aveva deciso, supportato dal sindacato della Fiom-Cgil, lo stato di agitazione fino al 30 settembre con varie modalità progressive. Di fronte a tale situazione l'azienda aveva informato i tribunali di «non poter garantire il pieno servizio delle attività processuali», rendendosi comunque disponibile a «coperture concordate di emergenza, previo assenso del personale». Nonostante questo atto di buona volontà, la dottoressa Laura Pizzorni, dirigente del Ministero della Giustizia, aveva invitato il Consorzio a «far recedere Court Reporting dalle iniziative intraprese» sulla base di notizie in tutto o in parte destituite di fondamento». Paventando addirittura di «surrogare la consociata inadempiente nell'espletamento del servizio».
L'amministratore Carraro teme che su Court Reporting gravi lo spettro della sostituzione. «Uno scandalo comportamentale inaccettabile. A causa dei mancati pagamenti del Ministero della Giustizia, ci siamo mangiati tutto il capitale sociale fino a dicembre 2008. Le banche non ci danno più credito a fronte l'insolvenza del Ministero. E il personale che si è dimesso chiede giustamente tutto il trattamento di fine rapporto maturato. Per tutelarsi promuove azioni legali nei confronti dell'azienda, addirittura con richiesta di decreti di fallimento. Siamo prossimi al collasso».

Il corriere del Veneto - Stenotipisti in sciopero Il tribunale va in tilt

Vicenza, il presidente Gianesini: «I processi rischiano di saltare»

Sciopero degli stenotipisti e processi sospesi
VICENZA — È passata poco più di una settimana dalla ripre­sa dell’attività del tribunale di Vicenza. Se da un lato il Palazzo di giustizia, dopo anni di attesa, festeggia il raggiungimento del­la completezza dell’organico dei magistrati, 27 toghe su altrettan­ti posti disponibili, e fa i conti con la spina nel fianco di sem­pre che rimane la carenza d’or­ganico, soprattutto in procura, al termine del periodo di ferie ci si è trovati con un nuovo proble­ma: lo sciopero delle persone in­caricate di registrare e successi­vamente trascrivere i processi. Una disguido che sta costando il rinvio della maggior parte del­le udienze che vengono rinviate di alcuni mesi.
Il motivo della protesta degli stenotipisti è la mancanza di fondi da parte del ministero di Giustizia, che da due mesi non versa i soldi alla società che for­nisce il personale per le fonore­gistrazioni. E senza queste pre­ziose procedure non si può cele­brare un processo. Il risultato è quindi che stanno saltando no­ve processi penali su dieci. Ad essere compiuti sono solo quel­li con i riti alternativi. Una situa­zione per certi versi drammati­ca, denunciata già qualche setti­mana fa e riesplosa in questi giorni. «Quello che sta avvenen­do è qualcosa di penoso che si innesta in un sistema già di per sé in fase terminale – ha com­mentato amaramente il presi­dente della sezione penale, il giudice Maurizio Gianesini ­. L’unica speranza è che tutto si sblocchi quanto prima altrimen­ti ogni processo con testimoni da sentire è destinato a saltare». Una situazione, condivisa da tutti i tribunale d’Italia, che si protrae dal marzo scorso, tanto che se la vertenza non sarà sbloccata il rischio è che la mag­gior parte delle udienze, come è già accaduto nei giorni scorsi, venga rinviata in attesa di una soluzione.
La gestione delle regi­strazioni e delle trascrizioni so­no affidante ad una ditta ester­na, la Court Reporting Nord srl, che per il Veneto si occupa del­­l’attività nei palazzi di giustizia, che è creditrice di un milione di euro dallo Stato e che di conse­guenza non paga i dipendenti da tempo. Le società che gesti­ste il servizio per i tribunali, tra cui anche quello di Vicenza, ha comunicato di aver provveduto a pagare i contributi dei dipen­denti fino al 30 aprile e che «la prosecuzione dell’attività potrà essere garantita solamente qua­lora il ministero provveda all’im­mediato pagamento delle com­petenze maturate, avendo termi­nato ogni possibile finanzia­mento da parte delle banche». Una soluzione a tutto questo in realtà ci sarebbe. Praticandola però si addebiterebbero le spe­se delle registrazioni a carico dell’imputato una volta però che quest’ultimo sia riconosciu­to colpevole. Stratagemma già bocciato dagli avvocati. Lo stato di agitazione è stato dichiarato fino al 30 settembre, nella spe­ranza che prima il ministero de­cida di sbrogliare questa situa­zione che alla stato dei fatti pe­nalizza, oltre che i lavoratori coinvolti, i cittadini in attesa di giudizio.

Messina, protestano gli stenotipisti del tribunale

16 Settembre 2009
Riapre il tribunale di messina e riparte la protesta degli addetti alla catalogazione e registrazione degli atti giudiziari dipendenti della meeting sud, un'azienda che ha vinto l'appalto per conto del ministero di grazia e giustizia. Oggi a messina, come in altre città di sicilia e calabria, gli appartnenti alla sigla sindacale della fiom cgil hanno realizzato un sit-in di protesta per denunciare il loro disagio che è senza retribuzione da diversi mesi. “Un disagio – afferma enzo sgrò segretario fiom – aggravato dall'atteggiamento ostruzionistico messo in atto dall'azienda che non ha inteso rispettare alcun accordo rispetto ai patgamenti, ma anche per la cassa integrazione”. Sono in tutto 20 le unità che lavorano presso i tribunali di città e provincia, comprese le delegazioni provinciali. Il problema nasce dal fatto che l'azienda non ha la copertura nazionale, in quanto non ha vinto l'appalto nel centro italia e così' ha avviato la cassa integrazione per ristrutturazione nel mese di luglio. “Ne abbiamo parlato al ministero del lavoro – puntualizza sgrò – ma l'azienda si è sempre negatas ad un confronto per l'applicazione della cassa integrazione generando malumaore fra i dipendenti”
http://www.tirrenosat.it/index.php?cat=50&id_art=10441

Secolo XIX - 23 settembre 2009 -

Siamo stati costretti ad affidarci alla penna dei cancellieri».
«Dal 16 settembre, data di ripresa dell’attività del Tribunale di Genova, la registrazione delle udienze è stata sospesa dalle ditte appaltatrici che non ricevono pagamenti dal ministero della Giustizia dal 2007.

La denuncia è stata fatta oggi dal presidente dell’Anm della Liguria Francesco Pinto in una conferenza stampa per denunciare la situazione di forte disagio che i pubblici ministeri si sono trovati ad affrontare nonostante i solleciti del presidente del Tribunale Vittorio Frascherelli.
«Noi sollecitiamo il ministero a garantire l’attività ordinaria del Tribunale, non straordinaria - spiega Pinto - La registrazione delle udienze è indispensabile nel corso sia dei processi più complessi, come quelli in materia in materia di pubblica amministrazione, reati su minori, criminalità organizzata. Costituisce l’unico modo per comprendere realmente cosa avviene durante il processo».
Francesco Pinto lancia un appello al ministro perché «siano sbloccati almeno gli anticipi per questi servizi così che possano riprendere quanto prima. Altrimenti importanti udienze già fissate dovranno essere rinviate senza data certa». Ma il presidente dell’Anm della Liguria si rivolge anche ai responsabili delle ditte, facendo un appello al buon senso: «Siano coscienti che con questa inattesa sospensione del servizio interrompono una delle funzioni principali del processo».
«Qui si vogliono fare le nozze con i fichi secchi - sottolinea sarcasticamente Pinto - Siamo nel terzo millennio e ci affidiamo ancora alla penna e al calamaio dei cancellieri. È inaudito che il ministero della Giustizia consenta che ciò possa avvenire».
Le cifre si aggirano intorno alle centinaia di migliaia di euro, per tre anni di mancati pagamenti.
«È una situazione insostenibile, non accettabile - prosegue il presidente dell’Anm regionale -. Noi facciamo appello a tutte le parti in causa afffinché risolvano la questione. Da un lato il ministero che deve accelerare i tempi per il pagamento, dall’altro ai dipendenti delle ditte, perché il loro lavoro è fondamentale per il funzionamento della giustizia». Già a giugno c’erano stati alcuni problemi con le trascrizioni. Per un paio di settimane, i dipendenti ne avevano ritardato la consegna così da fare slittare la stesura di numerose sentenze.
Nel resto della Liguria, per il momento si segnalano solamente ritardi nelle trascrizioni delle registrazioni ma nessuna sospensione del servizio.

PROTESTANO GLI STENOTIPISTI.

LA SOCIETA' CHE HA PRESTATO SERVIZIO NEI TRIBUNALI DI MODICA E RAGUSA NON LI PAGA DA SETTE MESI
http://www.radiortm.it/Notizia.asp?Id=27719
Da sette mesi senza stipendio.
Sono gli stenotipisti che hanno lavorato nei Tribunali di Modica e Ragusa e dei loro colleghi impiegati presso altri Palazzi di Giustizia, per conto dell'azienda che fino a poche settimane fa aveva in gestione il servizio per tutta la Sicilia e Calabria. Con il subentro della nuova ditta le condizioni sono cambiate e per alcuni si è aperta la porta della Cassa Integrazione. “Avevamo un contratto a tempo indeterminato – dice una delle interessate . _ Per due anni tutto è andato bene. La nuova società non ci ha voluto proporre lo stesso tipo di contratto della precedente per cui abbiamo rifiutato. Abbiamo scioperato nei giorni scorsi a Caltanissetta insieme ad altri colleghi per gli stipendi e perchè pur essendo in cassa integrazione non abbiamo ancora ricevuto niente. Ieri siamo andati presso la Prefettura nissena e prossimamente vogliamo riunirci anche a Reggio Calabria e a Roma”. La precedente società ha rinunciato all'appalto presso i Tribunali di Modica e Ragusa. All'apparenza sembrerebbe una lotta contro i mulini al vento per i lavoratori visto che nei due Tribunali di Modica e Ragusa non ci saranno disagi in quanto è presente per il servizio di fonoregistrazione. Lo scorso 9 luglio c'era stato un incontro tra azienda e sindacati e si erano fissate delle scadenze per pagare gli stipendi. Non sono state rispettate. Ci sono adesso operatori della stenotipia che dopo quasi dieci anni si sono ritrovati senza un lavoro, come nel caso, appunto, di quelli impiegati nei tribunali ragusani.

Gazzetta di Parma 16/09/2009: Sciopero Stenopiti

Processo Alessi (Omicidio del piccolo Tommy)
...Il processo è iniziato con qualche problema:
lo sciopero degli stenotipisti che lavorano nelle aule di giustizia ha rischiato infatti di farlo saltare perché la difesa Conserva si è detta contraria a proseguire il procedimento senza servizio di stenotipia. La Corte d’assise d’appello si è quindi ritirata in camera di consiglio e ha deciso di proseguire, poichè il servizioè stato ritenuto non essenziale in un procedimento d’appello come quello in corso. La Corte ha deciso di verbalizzare a mano, se necessario, eventuali dichiarazioni...
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/27460/Alessi_sar%C3%A0_interrogato_in_aula_a_Bologna.html

La Provincia di Varese 16 luglio 2009

Stenotipista sparito
Processi da rifare?

Nel corso degli ultimi tre mesi le udienze penali al tribunale di Gallarate hanno subito una drastica frenata. A turbare la normale attività dell’aula di viale Milano ci ha pensato l’ex società di stenotipia incaricata di registrare e trascrivere su carta il contenuto audio di procedimenti, deposizioni e sentenze.

Tutto è cominciato con diverse assenze dal lavoro non giustificate da parte del personale della ditta vincitrice dell’appalto. Risultato: Giudici costretti a rimandare le udienze ad altra data, pm obbligati ad aggiornare i fascicoli e a provvedere a nuove notifiche per i teste, testimoni costretti a tornare a casa senza aver potuto deporre. Di sentenze, quindi, neanche l’ombra a causa dell’impossibilità di verbalizzare agli atti utilizzando gli strumenti informatici. La paralisi non è durata più di qualche settimana con l’entrata in servizio di una nuova ditta che ora garantisce durante gli orari di servizio ben due addetti. Tuttavia il problema pare non essere risolto perché il titolare dell’azienda sostituita avrebbe ancora del materiale processuale con sé. Ma sarebbe del tutto irreperibile.Il presidente del tribunale, Antonino Mazzeo, ha emesso persino un mandato di sequestro valido su tutto il territorio nazionale per tornare in possesso di documenti e supporti illegittimamente sottratti o quantomeno non restituiti. Senza di essi diversi procedimenti non possono giungere a conclusione se non ricominciando quasi daccapo.

La nuova Venezia 6 maggio

pagina 13 sezione: CRONACA I verbali delle udienze non arrivano in tempo per la stesura delle sentenze, i termini di deposito slittano oltre il previsto, giudici ed avvocati sono costretti ad arrivare impreparati in aula non avendo potuto «ragionare» sui resoconti delle udienze precedenti e così il presidente del Tribunale, Attilio Passannante, ha presentato negli ultimi giorni una serie di esposti - cinque, sinora - alla Procura, affinché verifichi se nei pesanti ritardi da parte della società che gestisce il servizio di stenotipia, vi sia o meno una qualche responsabilità penale di violazione del contratto. I verbali di stenotipia dovrebbero essere depositati entro 48 ore nelle cancellerie e, invece, s’attendono anche da febbraio: a segnalare per primo, pressantemente, il disservizio è stato il presidente del Tribunale monocratico Sergio Trentanovi, ma anche le cancellerie del Tribunale di Rialto raccolgono le proteste di giudici e avvocati. Così, il presidente Passannante è passato agli esposti in Procura. «E’ difficile individuare reati in questa fase, ma valuteremo», si limita a commentare il procuratore Borraccetti. A vincere il nuovo appalto nazionale del ministero di Giustizia per il centro-nord - come sempre, una gara al ribasso al miglior offerente - è stata sempre la stessa ditta della quale si evidenziano ora i ritardi: la padovana Court Reporting Nord. «E’ così», spiega Passannante, «prima della gara d’appalto nazionale, eravamo noi come corti distrettuali a riunirci periodicamente per valutare eventuali ritardi da parte della società appaltante del servizio, imponendo eventuali penali. Oggi dovrebbe farlo il ministero, ma è evidente che qualcosa non funziona: non ci è rimasto che chiedere ai colleghi della Procura di attivarsi». La notizia arriva proprio nei giorni in cui - causa vacanza di appalto tra una gara e l’altra - paradossalmente, la veloce stenotipia (sistema di trascrizione di tutte le parole dette in aula) torna a lasciare il posto nelle udienze alla lenta penna dei cancellieri. In una missiva di fine aprile, il ministero comunica alle Corti d’Appello che il nuovo servizio «presumibilmente» avrà inizio a metà maggio e che, nel frattempo si procederà «alla redazione del verbale in forma integrale manuale» - il che comporterà tempi dilatatissimi di ogni udienza - fatto salvo che si potrà ricorrere alla nomina di un perito-stenotipista per i processi più complessi. Il tutto, mentre lo stretto corridoio sul quale si affacciano gli uffici dei giudici per le indagini preliminari si è nuovamente trasformato in un gigantesco archivio a cielo aperto dove i fascicoli sono ammonticchiati alla meno peggio in pile pericolanti, alla mercè di chiunque, alla faccia della privacy e della sicurezza antincendio. Allarga le braccia sconsolato il presidente dei gip Giandomenico Gallo. «E’ il solito problema: non abbiamo uomini né barconi per trasferire i fascicoli all’archivio della Manifattura tabacchi», commenta ancora il presidente del Tribunale Passannante, «ce li deve mettere a disposizione il Comune, che generalmente ogni tre mesi risponde ai solleciti. Intanto, per quanto riguarda il Civile, ho informato tutti gli avvocati che o vengono a ritirare i fascicoli definiti oppure - come da norma - scaduti i termini andranno al macero». Archivio, quello della Manifattura, che - in ogni caso - al momento è solo un magazzino nel mezzo di un cantiere in piena attività e polvere, come quello della Cittadella della Giustizia, visto che manca il personale per poter catalogare il materiale in arrivo. I problemi della «lenta» giustizia veneziana, dunque, crescono di giorno in giorno.

Le trascrizioni a data a destinarsi

Giusto perché il Ministero accede e non solo il Ministero, volevo sottolineare che la foto non è stata scattata dall'interno di nessun fascicolo e da nessuna cancelleria, ma era un avviso attaccato (più copie) nei corridoi di un piano del Tribunale di Cosenza, quindi alla mercè e in bella vista anche dell'anonimo cittadino di passaggio.

Giustizia/ Ministero: Risolta la questione dei trascrittori

di Apcom
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=721188
"Modesti disguidi frutto di problemi amministrativi superati"
Roma, 5 mag. (Apcom) - Si è risolta la questione dei trascrittori del settore giustizia. Lo riferisce il ministero della Giustizia, spiegando in una nota che "il servizio per la trascrizione è stato aggiudicato integralmente, sull'intero territorio nazionale". "I tre contratti - per il nord, il centro e il sud - sono stati, infatti, sottoscritti oggi, formalmente approvati e resi immediatamente esecutivi a partire dalle 17". "E' stata pertanto risolta - sottolinea la nota di via Arenula - ogni questione con la garanzia della continuità delle prestazioni. Gli isolati e modesti disguidi registrati nelle more dell'espletamento della procedura di una gara complessa, fuori da ogni strumentalizzazione, sono - conclude il comunicato - il frutto di problemi amministrativi brillantemente superati che, tra l'altro, si sono già verificati in passato, determinando ben più vasti disservizi".

MAFIA: PROBLEMI REGISTRAZIONE, TARDA INTERROGATORIO CIANCIMINO

(AGI) - Palermo, 2 mag. - E’ in ritardo, rispetto all’orario previsto, l’udienza in cui, a Milano, dovra’ deporre il figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. L’audizione di Mssimo Ciancimino nel processo “Gotha” non puo’ cominciare perche’ non puo’ essere registrata: il contratto tra il ministero della Giustizia e la cooperativa che deve curare la “fonoregistrazione” e la trascrizione dell’udienza e’ scaduto il 30 aprile e non e’ stato ancora rinnovato (ndr: IL CONTRATTO SCADUTO NON RINNOVABILE). La seconda sezione del Tribunale di Palermo, in trasferta nel capoluogo lombardo per motivi di sicurezza del dichiarante, sta adesso cercando un’altra cooperativa che possa assicurare il servizio. In alternativa i giudici stanno valutando se utilizzare la registrazione che verra’ fatta da Radio Radicale, che segue il processo dall’inizio. Ciancimino deve essere sentito sulla posizione di uno dei sette imputati, l’ex primario di radiologia dell’ospedale Ascoli di Palermo Giovanni Mercadante. Secondo Ciancimino Mercadante, che e’ anche un ex deputato regionale siciliano di Forza Italia, avrebbe chiesto a Bernardo Provenzano (pure lui imputato) di fare uccidere l’amante della propria moglie. L’uomo sarebbe stato “risparmiato” perche’ nipote del braccio destro finanziario di “Binu”, Pino Lipari. L’inizio dell’udienza era fissato per le 11. (AGI)

News dalla Sardegna

COMMISSIONE DI GARANZIA

DELL’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI

Deliberazione 09/249:
Delta Communications S.r.l. – Consorzio Astrea/Cisl e Uil (Segreterie territoriali Cagliari). Sciopero del personale stenotipista dipendente dalla Soc. Delta Communication di Cagliari dal giorno 8 gennaio 2009. Delibera di apertura del procedimento di valutazione del comportamento delle OO.SS. n. 329/VC/17 adottata nella seduta del 12 febbraio 2009. Audizione delle OO.SS. in data 26 marzo 2009 ore 9,30. (rel. Pitruzzella) (Pos. 33243)

(Seduta del 16 aprile 2009)
La Commissione, esaminata la proposta del Commissario delegato per il settore, adotta all’unanimità la seguente delibera di chiusura del procedimento di valutazione del comportamento:

LA COMMISSIONE
con riferimento alla proclamazione in data 23 dicembre 2008 (atto pervenuto in data 26 gennaio 2009) da parte delle Segreterie territoriali di Cagliari delle OO. SS. Fisascat Cisl e UilTuCS Uil di uno “sciopero del personale Delta Communication S.r.l. dal giorno 8.1.2009”

PREMESSO
  1. che, in data 26 gennaio, in allegato ad una comunicazione del Presidente del Consorzio Astrea del 24 gennaio 2009, con la quale si richiedeva l’intervento della Commissione, è pervenuto l’atto con cui le Segreterie territoriali di Cagliari delle OO.SS. Fisascat Cisl e UilTuCS Uil proclamavano, in data 23 dicembre 2008, uno “sciopero del personale Delta Communication S.r.l. dal giorno 8.1.2009 e fino a quando saranno poste in essere azioni serie e concrete che possano portare ad una positiva risoluzione della vertenza”;
  2. che, con nota in pari data, la Commissione chiedeva dettagliate informazioni ai vari soggetti coinvolti dallo sciopero su proclamazione e modalità di svolgimento dell’astensione dal lavoro dei dipendenti della Delta Communication;
  3. che, nei giorni seguenti pervenivano diverse risposte nelle quali si segnalava l’effettivo svolgimento di uno sciopero a tempo indeterminato del personale dipendente della Delta Communication addetto alle attività di stenotipia delle udienze penali per i diversi organi giudiziari del distretto di Corte d’appello di Cagliari in forza di contratto di appalto di servizi tra la Delta e il Ministero della Giustizia;
  4. che, nelle comunicazioni ricevute, si segnalava che, a causa del predetto sciopero, gli Organi Giudiziari in alcune occasioni erano stati obbligati a rinviare procedimenti penali anche urgenti e con imputati detenuti, in altre occasioni avevano dovuto far fronte alla necessità attraverso l’impiego di consulenti esterni all’uopo nominati;
  5. che, con nota del 4 febbraio 2009 le OO.SS. proclamanti comunicavano la cessazione dell’astensione dal lavoro per intervenuto accordo con la controparte;
  6. che, con racc. A/R del 17 febbraio 2009, prot. n. 329/RU/VC17, notificata alle parti, la Commissione comunicava di aver deliberato l’apertura del procedimento di valutazione ai sensi degli artt. 4, comma 4-quater e 13, comma 1, lettera i), della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modifiche, nei confronti delle OO.SS. proclamanti, contestando la violazione della mancata predeterminazione della durata dell’astensione e quella della mancata garanzia delle prestazioni indispensabili e assegnando alle stesse OO.SS. trenta giorni per presentare osservazioni e chiedere, eventualmente, di essere sentite;
  7. che, con nota del 16 marzo 2009 (atto pervenuto in data 17 marzo 2009), l’O.S. UilTuCS Uil trasmetteva le proprie osservazioni nell’ambito del procedimento di valutazione deducendo in particolare: che l’azione di protesta traeva origine da gravissime e insostenibili inadempienze contrattuali da parte del datore di lavoro, consistenti nella mancata corresponsione di sette mensilità di retribuzione e nel mancato adempimento del connesso obbligo contributivo; che il datore di lavoro, in ragione dei predetti inadempimenti non ha potuto partecipare alla gara d’appalto per il triennio 2009-2011; che era mancata una concreta, seppure parziale, manifestazione di volontà da parte dei vari soggetti obbligati di adempiere agli obblighi di legge nei confronti dei lavoratori scioperanti;che gli stessi, in ragione dell’insostenibilità della situazione si erano visti costretti a rassegnare le dimissioni per giusta causa; che l’Amministrazione avrebbe potuto e dovuto far fronte alle difficoltà derivanti dall’azione di sciopero attraverso profili professionali interni. Per tutte queste ragioni si chiedeva l’archiviazione del procedimento;
  8. che il giorno 26 marzo 2009 si è tenuta presso i locali della Commissione l’audizione orale richiesta dalla O.S. UilTuCS Uil, nel corso della quale la stessa ha ribadito tutte le difese già esposte per iscritto, precisando che a decorrere dal mese di settembre 2008 non è stata corrisposta la retribuzione e la situazione si protrae ancora oggi e che lo sciopero ha riguardato n. 15 lavoratori, è iniziato il giorno 8 gennaio 2009 e terminato il 5 febbraio 2009. In ragione della situazione creatasi, n. 10 dipendenti si sono dimessi per giusta causa e dunque del gruppo sono rimaste in servizio n. 5 persone di cui 1 in maternità. Per tali motivi l’O.S. ha chiesto nuovamente l’archiviazione del procedimento di valutazione;

CONSIDERATO

  1. che l’azione di protesta, posta in essere da un numero limitato di lavoratori, trae origine, oltre che dal denunciato mancato pagamento di n. 7 mensilità di retribuzione e dei relativi oneri contributivo-previdenziali, dalla insostenibile incertezza sul futuro, derivante dalla mancata partecipazione del datore di lavoro all’appalto per il triennio successivo;
  2. che l’effettiva gravità della situazione è confermata dalle dimissioni rassegnate dalla gran parte dei lavoratori scioperanti;
  3. che già con nota del 12 gennaio 2009, le OO.SS., in ragione della gravità della situazione, chiedevano un intervento urgente da parte del Prefetto di Cagliari
  4. che, appena costituito un tavolo di mediazione presso la Provincia di Cagliari, le OO.SS. proclamanti hanno sospeso l’azione di sciopero;
  5. che, pertanto, le OO.SS. proclamanti, nel rappresentare l’impossibilità dello svolgimento delle prestazioni da parte dei lavoratori e revocando non appena possibile l’azione di protesta, hanno posto in essere tutto quanto in loro disponibilità.

RITIENE

non sussistano i presupposti per procedere ad una valutazione negativa

DISPONE

la trasmissione della presente delibera alle Segreterie territoriali di Cagliari delle OO.SS. Fisascat Cisl e UilTuCS Uil, alla Delta Communication S.r.l., la comunicazione, per conoscenza, al Presidente del Consorzio Astrea, al Prefetto di Cagliari, al Presidente della Corte di Appello di Cagliari, al Presidente del Tribunale di Cagliari, al Ministero della Giustizia – Dipartimento Organizzazione Giudiziaria – Direzione generale risorse materiali, beni e servizi – Ufficio Primo, nonchè, ai sensi dell’art. 13, lett. n), della legge n. 146 del 1990 e successive modificazioni, ai Presidenti delle Camere ed al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ultim'ora dal Tribunale di Rossano Calabro

27/02/2009 - Tribunale di Rossano (Cosenza):
In data odierna i fonici si sono rifiutati di coprire un'aula scoperta (con il sistema in gergo "Fonico trino ed unico") e quindi il giudice ha "ordinato" di registrare i processi in ruolo. Pare che già nei giorni scorsi il personale fonico fosse in astensione!

Stenotipiste, sospeso lo sciopero: da oggi di nuovo al lavoro

Giovedì 05 febbraio 2009
Torneranno a lavoro oggi, dopo quasi un mese di sciopero, anche se non hanno ancora ricevuto i sei stipendi arretrati. Le quattordici stenotipiste del tribunale di Cagliari sospendono «temporaneamente» la protesta cominciata l'8 gennaio e che ha paralizzato per settimane le udienze penali. Una tregua, spiega Giuseppe Atzori della Cisl, decisa «in vista dell'incontro chiesto dalla Provincia e previsto per il 12 febbraio tra i rappresentanti del consorzio Astrea, la Delta communication e i sindacati. Le stenotipiste torneranno a lavoro per senso di responsabilità e per arrivare al giorno della riunione in un clima disteso». Il 27 gennaio il consorzio aveva sostituito le dipendenti cagliaritane con altri impiegati arrivati da altre regioni: un colpo a sorpresa, scelto dopo le forti pressioni del ministero della giustizia e dello stesso tribunale di Cagliari. Una decisione contestata duramente dai sindacati, che avevano minacciato di ricorrere all'ispettorato del lavoro. In questi giorni il servizio di stenotipia è stato assicurato da alcuni impiegati arrivati dall'Emilia Romagna e dalla Sicilia, anche se questo non ha impedito il rinvio di diverse udienze: la trascrizione integrale delle udienze è indispensabile nei processi penali, specialmente quando è prevista una testimonianza. Le quattordici impiegate lavoreranno fino al 12 febbraio in attesa che la società da cui dipendono (la Delta communication) paghi i mesi arretrati: le ragazze non ricevono lo stipendio dallo scorso agosto.

Accade in Sardegna...

Mercoledì 28 gennaio 2009
Tribunale. Ieri paralisi quasi totale dei processi per l'astensione anche degli avvocati
Stenotipiste in sciopero? Sostituite
Il servizio è garantito da due persone arrivate da Modena

Ieri mattina, due stenotipiste arrivate dalla penisola hanno sostituito le loro colleghe che operano a Cagliari, da mesi senza stipendio.
Forse hanno preso servizio nel giorno in cui si è sentita meno la mancanza del servizio di stenotipia: gran parte delle udienze previste nelle aule del Tribunale ieri sono saltate per l'astensione degli avvocati penalisti, che oggi a Milano daranno vita alla “contro-inaugurazione” dell'anno giudiziario. Ma, coincidenze a parte, resta il fatto: ieri due impiegate, incaricate dal consorzio Astrea (che ha in gestione il servizio in tutta Italia), hanno lavorato al posto delle 14 stenotipiste della Delta communications in sciopero dall'8 gennaio perché senza stipendio da sei mesi. Un colpo a sorpresa deciso dal consorzio (con sede a Caserta) su pressione del ministero della Giustizia e dello stesso Tribunale di Cagliari. Impossibile sapere quanto durerà la sostituzione, ma è possibile che le due nuove stenotipiste, inviate (vengono da Modena) da un'altra società che aderisce alla Astrea, rimangano in città fino al termine dello sciopero delle colleghe cagliaritane.

LE POLEMICHE Carmine Marotta, presidente del consorzio, dosa le parole: «Siamo arrivati a questa decisione su sollecitazione del ministero. Abbiamo il dovere di assicurare il servizio in tutta Italia: vista la durata della vertenza abbiamo mandato delle sostitute, attraverso una nostra società consorziata». Una scelta messa in discussione da Giuseppe Atzori, sindacalista della Fisascat-Cisl: «Abbiamo fatto presente al consorzio che non è possibile sostituire il personale in sciopero. Non capiamo a che titolo abbiano lavorato, non ci risulta che la Delta communications sia stata sollevata dall'incarico. Presenteremo un esposto all'Ispettorato del lavoro, per accertare se è tutto regolare e speriamo di incontrarci al più presto con i vertici della Astrea».

Capitolo stenotipiste: 27/01/2009

Le 14 lavoratrici della Delta Communications (società consorziata alla Astrea, vincitrice dell'appalto nazionale) hanno incontrato il presidente della Provincia Graziano Milia durante la seduta del consiglio del lunedì. Nel frattempo continuano lo sciopero, che ieri ha costretto i giudici della prima sezione penale a rinviare i processi (6 in tutto) a marzo. I sindacati (ovvero Cisl e Uil) continuano a trattare, ma per il momento non c'è nessuna novità sul pagamento degli stipendi arretrati. All'appello mancano sei mensilità. Senza, sarà ancora paralisi.
Tratto da:
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090127&Categ=12&Voce=1&IdArticolo=2318671

Un SMS per la verbalizzazione


Per tutti: (A parte chi troverà il pelo nell'uovo)Domenica scorsa (25/01) durante la trasmissione "Brunetta della domenica" sul canale di sky 750 (RTL 102,5) un o una collega stenotipista ha inviato un SMS spiegando un poche righe la situazione. L'iniziativa è quella di inviare più SMS possibili domenica prossima 1 febbraio tra le nove e le dieci denunciando lo stato delle cose. il numero è 349-3491025. Quindi sintonizziamoci sul canale SKY 750, per chi non ha SKY può partecipare ugualmente ascoltando la trasmissione semplicemente via radio: RTL 102,5 tra le nove e le dieci.

Tribunale di Cagliari: sciopero ad oltranza società stenotipia

(AGI) - Cagliari, 19 gen. - I dipendenti della societa’ che ha in appalto il servizio di stenotipia del tribunale di Cagliari hanno indetto lo sciopero ad oltranza perche’ - si legge in una nota - dal mese di settembre scorso non ricevono lo stipendio. E’ evidente - prosegue la nota - l’insopportabile pregiudizio che la descritta situazione comporta per l’amministrazione della giustizia. In base alle disposizioni del codice di procedura penale la verbalizzazione deve avvenire - come regola - in forma integrale attraverso il mezzo della stenotipia o altro mezzo meccanico; e cio’ a garanzia dei fondamentali interessi sottesi al processo penale. Lo sciopero in corso, determinando la quasi totale paralisi dei processi penali, causa intollerabili ritardi nella loro definizione e gravissimo disagio alle parti e ai testimoni. I lavoratori chiedono un immediato intervento del ministro della Giustizia. (AGI)
Com/Cog
http://www.diritto-oggi.it/archives/00038170.html

Si allarga il fronte della protesta delle stenotipiste della Delta.

Palazzo di giustizia, Tribunale per i minori e ora Provincia.
Dall'otto gennaio scioperano a oltranza e i processi vanno avanti con difficoltà. Le stenotipiste che verbalizzano le udienze non ricevono lo stipendio da mesi, hanno lavorato gratis nella speranza di una busta paga che non è arrivata e non è chiaro ancora quando arriverà. Non è tutto, l'orizzonte è scuro: nell'aria girano voci di licenziamenti. Il problema non riguarda solo il palazzo di giustizia. Martedì, giorno di udienze penali, hanno manifestato di fronte al tribunale per i minorenni. Il fronte della protesta si allarga: ieri è andato in scena a Nuoro e nei prossimi giorni si sposterà alla Provincia di Cagliari.
LA STORIA le stenotipiste del tribunale cagliaritano sono dipendenti della Delta communications, consociata della società Astrea vincitrice dell'appalto nazionale. La Delta, la ditta che gestisce il servizio in Sardegna, per inspiegabili motivi - a sentire i sindacati - dall'inizio dell'anno scorso ha avuto difficoltà a liquidare gli stipendi ai 14 lavoratori di Cagliari, ai 5 di Nuoro e ai 4 di Sassari. «I ritardi nel pagamento delle buste paga sono iniziati a gennaio del 2008», spiega Annarita Scalas (Uil). «A maggio c'è stato il blocco totale e solo grazie ad alcuni decreti ingiuntivi siamo riusciti a ottenere quello che ci spettava. Mica tutto, la società a dicembre ci ha saldato la mensilità sino ad agosto più la quattordicesima». Ora le stenotipiste rivendicano il pagamento del salario. «All'appello mancano quattro mensilità e la tredicesima», afferma amareggiata Monica Zedda (Cisl). «A quel che ci risulta il mancato saldo è causato da contenziosi legali tra l'Astrea e il ministero di Giustizia. Tradotto, vuol dire penali e fatture insolute e, di conseguenza, stipendi latitanti». Un contenzioso che i lavoratori non digeriscono. «Cosa c'entriamo in questa vicenda. Non dobbiamo farci carico di questi rischi aziendali».LA SOCIETÀ Ieri mattina la responsabile cagliaritana, Elena Faticoni, ha preferito non spiegare la posizione della Delta. «Sto male e ho una relazione da completare. Non ho niente da dire, sono l'ultima ruota del carro», ha detto al telefono.TRIBUNALE Vincenzo Olivieri è il presidente della Corte d'appello. «Questa è una vicenda anomala, solo sarda. E non capisco perché. Nel resto d'Italia il servizio funziona». Si prospetta un blocco dei processi? «No. Ho già dato disposizione ai presidenti di tribunale di rivolgersi a consulenti esterni. I responsabili della Delta communications devono però ricordare che il contratto con il ministero di Giustizia, anche se in proroga, non è rescisso. Questo vuol dire che il ministero potrebbe chiedere il rimborso di quanto speso per la stenotipia».

Sciopero di cinque lavoratori senza stipendio da settembre

NUORO - Palazzo di Giustizia.
Protesta degli stenotipisti del Tribunale
La paralisi delle udienze scongiurata ieri dai cancellieri
Giovedì 15 gennaio 2009
All'origine della mobilitazione di ieri un contenzioso tra il ministero di Giustizia e la società che ha in appalto il servizio.
S ciopero e sit-in ieri davanti al palazzo di Giustizia degli stenotipisti che da settembre sono senza stipendio, pur avendo regolarmente lavorato negli ultimi quattro mesi. Lo sciopero ha rischiato di paralizzare il Tribunale, dove alla fine le udienze non sono saltate solo perché il servizio di registrazione fonico è stato garantito dai cancellieri. I cinque stenotipisti nuoresi, dipendenti della società cagliaritana Delta Communication, seguono anche le trascrizioni dei Tribunali di Tempio, Lanusei, Olbia, La Maddalena e Oristano e hanno deciso di unirsi alla protesta dei colleghi di Cagliari, fermi da giovedì. CONTENZIOSO Il mancato pagamento dei lavoratori è causato dai contenziosi nati con il consorzio nazionale Astrea, che ha in appalto il servizio di stenotipia dei Tribunali di tutta Italia, e di cui fanno parte la società Delta Communications e il ministero di Giustizia. All'origine il mancato pagamento da parte del Ministero delle fatture del 2007 e 2008. La società cagliaritana non è stata in grado di garantire gli stipendi ai dipendenti che ora temono per il futuro. A Nuoro la situazione rischia di avere conseguenze pesanti, considerato che il Tribunale deve fare già i conti con la fuga dei magistrati. La procura della Repubblica d'estate potrebbe ritrovarsi con due pm sui sette previsti da un organico che anche a pieno regime è insufficiente. E rischia di accumulare paurosi ritardi nella macchina della giustizia a cui si potrebbero aggiungere quelli creati dallo sciopero degli stenotipisti. LAVORATORI Nonostante ieri le udienze siano state garantite dai cancellieri, costretti a scrivere a mano le deposizioni dei testimoni, ci sarà un rallentamento nelle operazioni di trascrizione dei verbali. Spiega una stenotipista: «Al momento di trascrivere le registrazioni si potrebbero avere incertezze nell'identificazione del soggetto. Non solo, si potrebbero avere difetti audio, come sovrapposizioni di voci che renderebbero le deposizioni incomprensibili, visto che nessuno ascolta in diretta le registrazioni per intervenire subito. Domani (oggi per chi legge, n. d.r. ) saremmo al lavoro ma aspetteremo fino al 20 gennaio per avere notizie certe sulla risoluzione del contenzioso. Se non ci saranno novità, da quella data non lavoreremo più». Protesta ad oltranza, dunque. A quel punto l'appalto delle trascrizioni potrebbe essere girato da altre società del consorzio Astrea. Anche se viene difficile immaginare cosa può accadere se una deposizione in sardo venisse trascritta in Lombardia, in Veneto o in Sicilia.

DOPO 264 GIORNI DALLA FIRMA DEL CONTRATTO

24/01/2007 - PROVVEDEVA A REGISTRARE E A TRASCRIVERE LE UDIENZE TORINO - Tecnico del tribunale si autodenuncia ''Sono un abusivo'' Senza paga e contratto dal 16 novembre Il giudice lo ringrazia e informa l'Inail La Giustizia nelle mani degli abusivi. La ditta appaltatrice dei servizi di registrazione e trascrizione delle udienze manda in aula giovani senza contratto. E senza paga. «Fantasmi», che nemmeno hanno prestato il «giuramento» previsto dalla legge per i consulenti. Tutto questo avviene dal 16 novembre, quando l'appalto e' passato dalle ditte scelte dal tribunale (attraverso una gara) a quella vincitrice dell'appalto nazionale, il consorzio «Rti Astrea Lutech spa» con sede a Caserta. Collegata a quell'azienda c'e' la «Meeting Service spa», sede a Padova e tentacoli operativi in tutt'Italia. I «fantasmi» torinesi lavorano per questa ditta. Senza contratto e senza paga dal 16 novembre. Ieri mattina, quattro giovani tecnici incaricati delle registrazioni in aula hanno fatto un mezzo sciopero. Mezzo soltanto perche' in mattinata hanno ricevuto la telefonata del presidente Luciano GALLINARO che prometteva soldi e contratti. Senso civico e speranza hanno spinto i tecnici in aula. Uno, pero', non se l'e' sentita di raccontare la bugi'a suggerita dall'azienda: «Dite che avete trovato traffico e siete arrivati tardi». «Signor giudice, non volevo mentire in un'aula di Giustizia. Non mi sembrava corretto. Ho preferito raccontarvi come stanno le cose> > ha spiegato l'incaricato alla registrazione davanti al tribunale presieduto da Giuseppe Casalbore. E lui: «Ha fatto benissimo, anzi la ringraziamo per la correttezza». Poi, ha messo nero su bianco una segnalazione alla procura della Repubblica e all'Inail: lavoratore senza contratto, stipendi e contributi mai pagati. Il codice penale non prevede l'aggravante per la sfacciataggine dell'abusivato introdotto a Palazzo di Giustizia, ma di certo l'atteggiamento non favorisce l'indulgenza. In piu', c'e' il problema delle decine di udienze registrate e trascritte da personale che non ha prestato il «giuramento» previsto dalla legge per garantire correttezza e imparzialita'. Lo spettro dell'annullamento delle udienze con resoconti sospetti di «infedelta'» aggiungerebbe problemi a problemi. Ci sono le trascrizioni inviate con mesi di ritardo (dal processo per le valvole cardiache a uno per omicidio), le proteste di avvocati e giudici, lo slittamento dei tempi gia' lunghi della Giustizia. I presidente Barbuto ha gia' scritto alla «Meeting Service spa» e al ministero. I tecnici (rigorosamente «under 30») della ditta hanno fatto lo stesso, chiedendo di «provvedere alla regolare assunzione e conseguente retribuzione» mai avvenuta, «nonostante le ripetute richieste tramite telefono e mail». «Abbiamo iscritto i nomi nei registri, i contratti sono stati spediti entro 30 giorni, come prevede la legge» dicono all'ufficio personale della «Meeting Service spa». Soltanto ieri e' arrivata ai tecnici una copia del contratto. Via fax. E con decorrenza 18 gennaio. Gli arretrati sono stati promessi (ma non quantificati) in audioconferenza dal presidente Luciano GALLINARO. I contributi all'Inps sono un optional.